Busta paga, sicuro di aver ricevuto tutto quel che ti spetta? Da oggi puoi ricevere il risarcimento: procedura semplicissima
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Potresti non aver ricevuto tutto ciò che ti spetta in busta paga: un dettaglio nascosto può darti diritto a un risarcimento.
Molti lavoratori consultano la propria busta paga senza immaginare di poter trovare errori o omissioni legati ai trattamenti economici previsti.
Tra questi, esistono dei benefici accessori che rappresentano un elemento fondamentale del pacchetto retributivo. Nonostante ciò, esistono ancora datori di lavoro che tendono a sospenderne l’erogazione durante le ferie, pensando che in quei giorni non spettino.
La normativa e la giurisprudenza recente hanno però chiarito un punto essenziale: tale diritto non viene meno solo perché il lavoratore si trova in ferie.
Quando il contratto collettivo ne prevede l’attribuzione in modo stabile, la loro esclusione nel periodo di riposo è ingiustificata. È da questa interpretazione che nasce la possibilità di ottenere un risarcimento quando il datore di lavoro decide unilateralmente di non riconoscerli.
Perché i buoni pasto spettano anche durante le ferie
I buoni pasto fanno parte delle utilità collegate alla prestazione lavorativa nel suo complesso. Il fatto che il dipendente usufruisca del periodo di ferie non interrompe il legame con il rapporto di lavoro, né giustifica un trattamento economico peggiorativo. Per questo motivo, la loro mancata erogazione è considerata un comportamento illegittimo.
La logica è semplice: se il contratto riconosce il buono pasto come elemento ordinario del trattamento economico, questo deve essere garantito anche durante le assenze retribuite, comprese le ferie. Quando ciò non accade, al lavoratore spetta un indennizzo pari al valore dei buoni non corrisposti, con possibilità di recuperare anche importi accumulati nel tempo.

Come ottenere il risarcimento in modo rapido e corretto
Per avviare la procedura è sufficiente verificare la propria busta paga e controllare se, nel periodo di ferie, i buoni pasto risultano mancanti. In caso positivo, il primo passo è una richiesta formale all’azienda, nella quale si chiede la corresponsione dei buoni o, in alternativa, il risarcimento equivalente. Spesso questo è sufficiente a chiarire la questione e a ottenere quanto dovuto senza ulteriori passaggi.
Se il datore di lavoro non dovesse riconoscere il diritto, è possibile rivolgersi a un consulente del lavoro o a un legale per avviare una procedura di recupero, che si basa su un orientamento giurisprudenziale già consolidato. In questi casi il risarcimento viene riconosciuto senza difficoltà, perché la mancata erogazione rappresenta una violazione evidente. I buoni pasto, anche durante le ferie, sono un diritto e non una concessione.
