Tre borghi italiani scelti dall’Onu: paesini da favola tra lago e colline | Il rifugio perfetto per chi sogna la pace
Bellano - Fonte X - sardegnainblog.it
L’Onu ha individuato tre borghi italiani considerati esempi eccellenti di bellezza, sostenibilità e qualità della vita, trasformandoli in mete simbolo per chi cerca tranquillità autentica.
L’Italia custodisce piccoli centri capaci di sorprendere chiunque li visiti, luoghi in cui il tempo sembra scorrere più lentamente e la quotidianità ritrova un ritmo umano. Negli ultimi anni l’attenzione internazionale verso questi borghi è cresciuta, e le istituzioni globali stanno iniziando a riconoscerne il valore culturale e ambientale. Questa nuova visibilità non nasce dal caso, ma da un insieme di caratteristiche che rendono alcuni paesi davvero unici nel loro genere.
Quando le liste internazionali premiano l’equilibrio tra natura, storia e qualità dell’accoglienza, i riflettori si accendono su realtà che hanno saputo conservare identità, paesaggi e tradizioni.
È esattamente ciò che ha portato l’Organizzazione delle Nazioni Unite a includere tre borghi italiani tra i migliori al mondo per il 2025. Una scelta che celebra luoghi rimasti autentici e capaci di offrire una pace rara, lontana dai ritmi serrati delle grandi città, e che oggi si ritrovano al centro di un interesse nuovo e crescente.
Il riconoscimento arriva in un momento in cui sempre più viaggiatori cercano mete intime, immerse nella natura e allo stesso tempo culturalmente ricche. L’Onu ha analizzato vari parametri oltre alla bellezza, tra cui sostenibilità ambientale, tutela del patrimonio storico e qualità dei servizi, individuando tre borghi italiani che rappresentano alla perfezione questa armonia: Bellano, affacciato sul lago di Como; Asolo, gioiello delle colline trevigiane; Arquà Petrarca, scrigno medievale immerso nei Colli Euganei.
Lago, colline e storia: tre identità che raccontano l’Italia autentica
Bellano, sulla sponda orientale del Lago di Como, conquista per la sua atmosfera sospesa tra acqua e montagna. Le sue vie, silenziose e luminose, sembrano avvicinare il visitatore alla natura con un’intensità rara. La presenza dell’Orrido, la gola rocciosa che attraversa il cuore del paese, aggiunge un elemento scenografico che completa un’esperienza già ricca di armonia. Qui il legame tra uomo e paesaggio è ancora evidente e profondamente rispettato, ed è uno dei motivi per cui è stato celebrato come esempio di borgo sostenibile.
Asolo, definita nei secoli “la città dai cento orizzonti”, è un intreccio di palazzi antichi, strade raccolte e scorci che si aprono sulle colline venete. La sua eleganza discreta e il patrimonio culturale legato a figure storiche di grande fascino la rendono un luogo dove la bellezza non è ostentata, ma naturalmente presente. Anche Arquà Petrarca segue questa linea, con il suo impianto medievale perfettamente conservato e l’atmosfera che riporta immediatamente a un passato sereno e contemplativo. Due centri che dimostrano come la semplicità possa diventare un valore riconosciuto a livello internazionale.

I motivi della scelta Onu e perché questi borghi parlano al viaggiatore moderno
L’Onu ha premiato questi borghi per la loro capacità di coniugare sviluppo e tutela del territorio. Nei tre paesi si ritrova un approccio alla vita che punta sulla sostenibilità, sulla valorizzazione delle risorse locali e sulla conservazione del paesaggio, elementi sempre più importanti per il turismo contemporaneo. Le politiche adottate, insieme alla cura degli spazi pubblici e alla qualità dell’accoglienza, hanno reso queste realtà modelli virtuosi nel panorama internazionale.
Il loro successo non nasce dalla spettacolarità, ma dall’equilibrio, dal modo in cui riescono a offrire esperienze autentiche senza perdere la propria identità. Per chi cerca un luogo in cui rigenerarsi e ritrovare la quiete, Bellano, Asolo e Arquà Petrarca rappresentano un rifugio non solo geografico, ma anche emotivo. Sono borghi che parlano al viaggiatore moderno, che desidera rallentare, ascoltare il silenzio e scoprire angoli d’Italia ancora capaci di stupire con la loro semplicità.
