Prima di partire queste sono le regole base da seguire in spiaggia, trovate qui le linee guida stabilite in proposito dalla conferenza delle regioni.
Diciamo subito che le spiagge della Sardegna sono aperte e che la gran parte dei Comuni della Sardegna ha scelto di non optare ufficialmente per il numero chiuso. Cosa vuol dire? Che in spiaggia si può andare normalmente, piantando un ombrellone a 3/4 metri l’uno dall’altro (sdrai e asciugamani a 1 metro e mezzo tra non conviventi).
Quando la spiaggia è piena e non è possibile rispettare queste distanze di sicurezza, allora bisogna cambiare arenile. Quindi ufficialmente non c’è un numero chiuso, ma è come se ci fosse.
A Cabras e a La Maddalena, delle app ci dicono se c’è ancora posto in spiaggia.
I controlli ci sono? “Ni“, abbiamo ricevuto segnalazioni sia di controlli (ad esempio al Poetto di Cagliari), che di spiagge sovra affollate (ad esempio Cala Brandinchi). Il discorso è che i comuni non hanno ne i soldi ne il personale per vigilare sui 595 chilometri di spiagge della Sardegna, anche se, alcuni come Santa Teresa Gallura, Budoni e San Teodoro hanno puntato su steward e operatori sui litorali sia per indicare quando una spiaggia sia ormai piena, sia con compiti informativi ed essenzialmente di “moral suasion” nei confronti dei bagnanti (diteci voi se sta funzionando).
This post was published on 18 Luglio 2020 12:06
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