DNA protegge i Sardi dal Covid-19: ormai lo sapiamo i sardi si portano dietro un corredo genetico unico, che molto spesso aiuta a vivere meglio, pensiamo ad esempio ai record di longevità conquistati tra Barbagia e Ogliastra. Una nuova ricerca però, ritiene che una serie di caratteristiche genetiche dei sardi, potrebbe essere alla base della bassa mortalità e del basso indice di contagio da Coronavirus in Sardegna (malgrado il caos discoteche della scorsa estate, la nostra Isola è tra le poche regioni gialle).
A sostenerlo è lo studio di un’equipe di ricercatori dell’università di Cagliari pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Frontiers in Immunology” e intitolato “Human leukocyte antigen complex and other immunogenetic and clinical factors influence susceptibility or protection to SARS-CoV-2 infection and severity of the disease course. The Sardinian experience” (DOI: 10.3389/fimmu.2020.605688). Gli studiosi sono partiti da tre evidenze statistiche:
Bene, gli studiosi si sono chiesti si esistessero anche dei fattori biologici tali da aiutare i sardi nella riduzione della trasmissione del virus, considerato anche che è ormai dimostrato che la popolazione della Sardegna, grazie al carattere dell’insularità ha sviluppato e conservato caratteristiche genetiche omogenee e peculiari.
Insomma, non solo isolamento geografico, chiusura della nostra regione, lockdown e misure anti contagio osservate con diligenza. Forse una mano ci sta arrivando dal nostro corredo genetico.
Da queste promesse è nato il progetto di ricerca “Corimun”, coordinato da Roberto Littera, immunogenetista, da Marcello Campagna, docente di Medicina del Lavoro, da Andrea Perra, docente di Patologia Generale e da Luchino Chessa, docente di Medicina Interna, dell’Università degli Studi di Cagliari, con il contributo di Silvia Deidda e Goffredo Angioni, pneumologa e infettivologo dell’ospedale SS. Trinità.
Lo studio ha preso in considerazione persone infettate dal Sars-CoV-2, di cui oltre il 20% con malattia polmonare medio-severa ed il restante asintomatico o pauci-sintomatico. Il gruppo dei pazienti è stato confrontato con un gruppo di controllo di individui sani.
Si è scoperto che nella popolazione degli individui infettati è assente un particolare assetto genetico caratteristico della popolazione sarda, una sequenza ancestrale di geni denominata aplotipo esteso HLA-A02, B58, C07, DR03, che risulta quindi protettivo nei confronti dell’infezione. Insomma, le persone che presentano questo “aplotipo esteso” – caratteristico della popolazione sarda – sembrerebbero non ammalarsi di Covid-19.
Non solo una protezione arriva anche dalla beta-talassemia, risulta infatti avere avere un effetto protettivo il fatto di essere portatori di beta-talassemia, il gene mutato che determina la talassemia o anemia mediterranea, e l’aver effettuato la vaccinazione influenzale nella passata stagione. Insomma, se siete fabici avete meno possibilità di contrarre il virus.
A ridurre il fattore di rischio c’è anche l’aver effettuato la vaccinazione anti-influenzale.
Il lavoro si è svolto in collaborazione con l’Associazione per l’Avanzamento della Ricerca sui Trapianti AART-ODV e con il contributo della Fondazione di Sardegna, ma siamo solo all’inizio. I ricercatori invitano tutti a non sfruttare questa notizia per abbassare la guardia.
Insomma, non è il momento di avere comportamenti meno responsabili, anzi, tutto il contrario. Il DNA da solo non basta, come abbiamo visto da i tanti morti che il Covid ha mietuto anche in Sardegna.
Copyright: articolo visto sull’AGI, foto da PixaBay.
This post was published on 23 Novembre 2020 15:34
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mi spiegate cosa c'entra favismo e beta/talassemia? sono due cose ben diverse!