La scelta di Villasimius, furti di sabbia, sequestri ma zero multe: ormai lo sapiamo quella dei furti di sabbia (e non solo) è una vera piaga che si fa fatica a contrastare, a noi che viviamo in Sardegna, che siamo super sensibilizzati, potrà anche sembrare strano, ma per un turista che viene da Roma, Milano, Verona, Berlino, Parigi o Londra potrebbe non essere così elementare il fatto che la sabbia non si possa portare via.
Insomma, potrebbe non saperlo ed essere davvero in buona fede quando viene fermato con le bottigliette ricolme dei preziosi granelli provenienti dalle più belle spiagge sarde. Voi direte, ma ci sono i cartelli ovunque, ed è vero, ma io vi chiedo: voi leggete sempre tutti i cartelli? Oppure molte volte li date per scontati e andate avanti? Oppure non vi capita mai di non avere gli occhiali e non vedete bene? Insomma, bene informare, non per forza necessario accanirsi con le multe contro chi sbaglia, consapevolmente o meno.
La pensano così a Villasimius dove presso le spiagge protette dell’ Area Marina protetta di Carbonara gli operatori ambientali controllano, fanno svuotare le bottigliette di sabbia (ma anche pietre e conchiglie), spiegano il divieto, raccontano perché è importante lasciare i granelli di sabbia sul posto, ma non multano.
Funziona? Ni, nel senso che quest’anno si è fatto registrare il record di sabbia sequestrata: 180 chili tra maggio e giugno, 400 chili a luglio, già oltre 200 chili ad agosto. Che fanno 800 chili contro i 500 dello scorso anno. Eppure il pubblico risponde bene e c’è anche chi, pur avendola fatta franca, chiama pentito per farsi spiegare come poter rendere il maltolto.
Bisogna credere e investire nelle persone, non assisteremo mai a un cambiamento decisivo solo con multe, parere mio ovviamente, ma non solo così spiega infatti Fabrizio Atzori, direttore dell’Area Marina protetta:
Preferiamo spiegare e convincere le persone e farle diventare nostre alleate affinché si sparga la voce. Una linea che sta portando buoni frutti: quest’estate due persone hanno restituito spontaneamente sabbia e conchiglie. Ma riceviamo diverse telefonate di turisti pentiti che si sentono in colpa. E ci chiedono di rendere quello che è stato portato via. Ci dicono: “non lo sapevamo“. E noi continuiamo a informare e a convincere.
Brava Villasimius!
Copyright: la foto copertina è nostra e ritrae la bella spiaggia di Porto Sa Ruxi.
This post was published on 8 Agosto 2019 08:09
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