Carnevali e maschere tradizionali della Sardegna, l’imperdibile libro della Dolores Turchi!

Carnevali e maschere tradizionali della Sardegna, il nuovo libro della Dolores Turchi: è cominciato già a metà gennaio con i fuochi di Sant’Antonio Abate il Carnevale in Sardegna, che specie in Barbagia assume toni molto diversi da quelli scherzosi e ridanciani ai quali siamo comunemente abituati. Anzi, già la parola “carrasegare“, carnevale in lingua sarda, rimanda alla carne da fare a pezzi e più precisamente alla carne umana. Sopravvive infatti ancora in Sardegna l’eco dei culti Dionisiaci una volta diffusi in tutta l’area del Mediterraneo e che durante le Calende di gennaio vedevano gli uomini travestirsi con pelli e teste di animali, con i cappucci calati sul volto e gli abiti del lutto. Erano riti orgiastici che andavano a salutare la morte e la rinascita della natura e delle messi,  rappresentata da Dioniso, il Dio di origine tracio-frigia al quale veniva attribuita l’invenzione dell’aratro ma che soprattutto era il dio pluviale, da invocare per richiamare la pioggia, così importante per la società agro pastorale dei nostri avi. Era Dioniso che veniva sacrificato, rappresentato da un uomo che veniva pungolato e percosso, fino a far sgorgare il sangue, fino talvolta a provocarne la morte (probabilmente nei tempi più antichi si assisteva a veri e propri sacrifici, in seguito la vittima è stata sostituita da un feticcio).

Riti religiosi di millenni or sono divenuti oggi spettacolo folkloristico:

Riti ormai scomparsi quasi ovunque, tranne nelle zone più  isolate, dove queste antiche tradizioni ancora si affacciano nella modernità, come il cuore della Sardegna o quello delle Alpi, sono culti ancestrali arrivati a noi in maniera molto attenuata, che ormai rivestono unicamente un carattere folkloristico e vengono svolti prevalentemente a fini turistici. Ma se assistendovi dei brividi ci corrono lungo la schiena è perché qualcosa di più profondo e atavico si risveglia nel nostro inconscio. Un moto apparentemente inspiegabile, ma che questo libro ci aiuta a comprendere.

Dalla Chiesa alle guerre mondiali, riti e maschere si perdono:

Si tratta di riti aspramente combattuti dalla Chiesa, sono numerosi i Sinodi che in tutta Europa, dalla Francia alla Spagna, dalla Puglia alla Sicilia per rimanere in Italia, lamentano di questi uomini vestiti di pelli e teste animali, che entrano persino in chiesa per praticare i loro culti pagani. Nella nostra isola sono due i momenti principali che storicamente provocarono l’abbandono in massa di queste antiche tradizioni, il primo è nel ‘700 quando il gesuita Giovan Battista Vassallo imperversò nella Sardegna centrale minacciando scomuniche a chiunque ancora praticasse gli atavici riti, creando scompiglio e sgomento fra le genti sarde (ma egli venne accompagnato dal sardo Bonaventura Licheri, di Neoneli, al quale si deve la descrizione poetica delle maschere e delle tradizioni che incontrarono).

Tanto che da questo momento in molti paesi gli stessi riti, quando anche sopravvissero, divennero molto attenuati: scompare il sangue (che sul viso viene sostituito dal carbone), scompaiono le ossa (il cui posto viene preso dai campanacci), scompare la figura della vittima, compaiono le maschere “limpias“, si tende a cristianizzarne ulteriormente numerosi aspetti. Antichi culti che però, quando pure scompaiono, rinascono poi puntualmente durante i periodi di siccità per invocare l’arrivo della pioggia. Altro momento fondamentale per la loro scomparsa è il periodo delle grandi guerre mondiali, con i soldati che partono per il fronte, escono per la prima volta dalla propria isola, si confrontano con nuove genti e usanze, ma soprattutto con intere generazioni strappate via, tanto da stravolgere la società sarda.

La riscoperta degli antichi riti e maschere del carnevale sardo, il libro della Turchi:

Eppure da circa 30 anni si assiste a una forte volontà di riappropriarsi di queste antiche tradizioni, una volta diffuse in ogni paese della Sardegna con larghi tratti in comuni, ma specificità che rendevano il carnevale di ogni paese unico, eppure assimilabile a tutti gli altri. Ecco, in questo imperdibile libro della Dolores Turchi, la massima studiosa delle tradizioni sarde, si rivive l’intero percorso: dalle origini del carnevale nel Mediterraneo, al significato più profondo di questi riti, alla descrizione delle maschere, non solo quelle più famose come i Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, i Mamutzones di Samugheo , i Boes e Merdules di Ottana o su Batiledhu di Lula, bensì un capitolo viene dedicato anche a:

  • Austis – Sos Colonganos e s’Urtzu,
  • Le maschere di Gadoni,
  • La maschera di Neoneli – Sos Corriolos,
  • La maschera di Cuglieri – Sos Cotzulados,
  • S’Eritaju,
  • La maschera di Sorgono – Is Arestes,
  • Le maschere di Ortueri – Is Sonaggiaios,
  • Ad Ardaùli risorgono le vecchie maschere,
  • L’importanza dell’edera, S’istranada,
  • Il fuoco di Sant’Antonio e i carri navali di Torpè,
  • Ollolai e sas Mascaras limpias,
  • La maschera di Lodè, Lardajolu,
  • Il carnevale di Bosa,
  • Le maschere bianche,
  • Il carnevale di Oristano,
  • Il bue muggente.

Anche tante altre maschere vengono più volte citate, da Orani a Sarule.

E poi vengono narrati e spiegati gli sforzi fatti per recuperare le maschere ormai perdute, spiegando nel concreto il lavoro che c’è dietro la riscoperta di questi antichi travestimenti, ma anche i problemi interpretativi, le interviste e le testimonianze degli anziani, ci sono persino le invocazioni e le cantilene in sardo, i detti e le filastrocche riportati dai nonni dei nostri nonni.

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Insomma, viene rievocato un mondo antico eppure mai scomparso del tutto, una ricchezza di figure e tradizioni molto più ampia di quanto non si possa immaginare, una lettura che ci rende consapevoli della nostra cultura e che consiglio a ogni sardo che voglia conoscere davvero le proprie origini e a ogni appassionato della Sardegna, che scoprirà come probabilmente anche nella propria terra, un tempo, ci fossero usanze e tradizioni simili. Sono 243 imperdibili pagine in vendita a 10 euro, che online si compra anche per meno, consigliatissimo:

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