Sardcoin, ecco il Bitcoin della Sardegna: alzi la mano chi non ha sentito parlare del boom del Bitcoin e delle criptovalute. Bene, in questo promettente mercato entra anche la Sardegna con una moneta elettronica, il SardCoin, che in realtà si trova più vicino al Sardex che al Bitcoin, essa verrà infatti realizzata con l’intento di girare nel comparto turistico e non per accumulare denaro.
Il progetto, finanziato dalla Regione Sardegna con 270mila euro, nasce presso il prestigioso dipartimento di Matematica e informatica dell’università di Cagliari (il gruppo di lavoro è guidato dal responsabile scientifico Michele Marchesi) e coinvolge un cluster iniziale di tredici aziende, protagoniste di quello che viene definitio il “primo ecosistema“, che verrà poi pian piano allargato fino a far divenire il Sardcoin la nuova moneta elettronica del turista. Ma vediamo di capirci qualcosa di più.
Tecnicamente – viene spiegato su La Nuova Sardegna – il Sardcoin è una criptovaluta come il Bitcoin, che si basa anch’essa sulla tecnologia blockchain, che permette la creazione e gestione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete. Letteralmente si tratta quindi di una “catena di blocchi (o nodi)” fra essi collegati che contengono e gestiscono più transazioni. Insomma, un vero e proprio registro pubblico sul quale vengono conservate, in modo sicuro e persistente, tutte le transazioni, garantendone la tracciabilità ed evitando così il rischio del “double spending“, la spendita doppia della stessa moneta.
I SardCoin entreranno in circolo attraverso degli smart coupon per la promozione dei servizi turistici regionali che circoleranno tra hotel, ristoranti, musei, agenzie di viaggio, tour operatori, assessorati al turismo e, ovviamente, turisti. A differenza del Sardex infatti, che incentiva lo scambio di beni e servizi solamente tra le imprese, lo smart coupon funziona tra imprese e turisti, e verrà utilizzato come strategia di promozione turistica (ad esempio carte prepagate per accedere a determinati servizi). In particolare il Sardcoin, anche rispetto ad alcune esperienze similari effettuate all’estero che puntano molto sul concetto di “gamification“, non vuole essere una mera forma di incentivazione, bensì un vero e proprio catalizzatore per la promozione dei servizi turistici regionali.
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This post was published on 5 Gennaio 2018 10:27
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