In manette un ragazzo di 23 anni - SardegnaInBlog.it (Pexels Foto)
Decimoputzu, scattano le manette per un ragazzo di 23 anni: sequestrati proiettili e droga. Gli ultimi aggiornamenti
Una vicenda di cronaca, con tanto di arresto, quella che arriva da Decimoputzu (provincia di Cagliari) dove un ragazzo di 23 anni è stato arrestato. Si tratta di un cittadino marocchino, residente nella zona, finito in manette per motivi molto gravi.
L’arresto è stato effettuato dai carabinieri del Nucleo Operativo e radiomobile della Compagnia di Iglesias. Secondo quanto annunciato da alcune fonti e media sardi pare che nel suo appartamento siano stati trovati un chilo di sostanze stupefacenti.
Non solo: anche materiale per il confezionamento delle dosi e munizioni. A lanciare l’allarme sono state alcune segnalazioni, rivelate ai militari dell’arma, che indicavano un presunto centro di spaccio nei dintorni della città cagliaritana.
Nella serata di mercoledì 29 ottobre il blitz da parte dei carabinieri. La scoperta, però, non si limitava solamente alla droga ma anche ad altro.
Nel corso della perquisizione i carabinieri hanno sottoposto a sequestro 9 panetti di hashish (per un totale di quasi un chilogrammo), alcuni grammi di cocaina, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 160 euro in contanti provenienti dall’attività illecita. La scoperta, però, non è finita qui visto che sono stati rinvenuti tre proiettili calibro 32. Una circostanza che ha aggravato, ancora di più, la posizione del giovane.
Adesso il 23enne è ufficialmente indagato per detenzione abusiva di munizionamento. Dopo le manette per il cittadino marocchino sono scattati gli arresti domiciliari. Nel frattempo le indagini, da parte dei militari dell’arma, proseguono senza sosta. Dalle ultime indiscrezioni sembra che il giovane abbia instaurato una rete di spaccio dotata di logistica autonoma. Le segnalazioni giunte ai militari dell’arma parlavano di movimenti frequenti nella sua abitazione. Soprattutto nelle ore serali.
Quello dell’arresto del 23enne rappresenta, senza ombra di dubbio, un segnale forte nella lotta contro la malavita. L’obiettivo, infatti, è quello di colpire i soggetti che operano in contesti periferici.
Come annunciato in precedenza le indagini da parte delle autorità continuano senza sosta. Possibile che si possa arrivare a risultati concreti. Non è da escludere, a questo punto, che con il collegamento del giovane si possa arrivare anche ad attività organizzative più ampie.
This post was published on 3 Novembre 2025 11:00
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