Intervengono i Nas - SardegnaInBlog.it (Screenshot video YouTube)
Cagliari, importante blitz da parte dei carabinieri tra polvere e ruggine: sottoposti a sequestro 50mila euro di caffè
Una importante operazione quella che ha visto scendere in campo il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri. Il tutto è avvenuto nel quartiere Stampace, a Cagliari, dove sono stati sottoposti a sequestro circa 920 chilogrammi di caffè.
Per un valore stimato di 50mila euro. L’operazione è avvenuta nel corso di un laboratorio di torrefazione. Questo tipo di intervento rientra nella campagna mensile mirata a controlli su attività di torrefazione.
Nel corso del sopralluogo sono stati rivelati anche altri fattori. Tra questi le condizioni igienico-sanitarie a dir poco drammatica. Non solo: nell’area soppalcata (17 m²) adibita alla torrefazione si registrava la presenza di polvere mischiata a residui di caffè.
Ma anche ruggine, materiali in disuso come ferro, attrezzature non pulite e libri, tutti elementi “non sanificabili”. Senza dimenticare, inoltre, una serie di vecchi imballaggi non rimossi, accumuli organici e detriti erano sparsi sul pavimento, aumentando il rischio di contaminazione.
Secondo quanto annunciato da alcune fonti e media locali pare che l’area adiacente al sistema di approvvigionamento dell’acqua potabile mostrava ancora segni di degrado ed incuria.
Nel corso dell’operazione i carabinieri del Nas hanno disposto l’immediato sequestro amministrativo dell’intera area. Oltre ad aver contestato alcune violazioni. Tra queste: mancanza di pulizie ordinarie e straordinarie, assenza di un piano HACCP e omissione delle procedure previste dallo stesso piano.
Basti pensare che dei 920 kg di caffè sequestrati, 490 kg erano in sacchi di grani, gli altri già macinati e pronti per la vendita. Oltre al sequestro non si sono fatte attendere le sanzioni amministrative dal valore di 5.000 euro. Una operazione che sottolinea come l’attività in questione fosse gestita in totale assenza di requisiti igienici essenziali. Un problema non da poco per la salute pubblica.
Questa torrefazione, inoltre, operava in condizione gravemente non conformi. Altro che regole stringenti. Adesso la palla passerà direttamente all’autorità sanitaria che avrà il delicato compito di valutare eventuali ed ulteriori provvedimenti a carico dei responsabili. Il laboratorio, nel frattempo, continuerà a restare sotto sequestro nel caso in cui non verranno sanate tutte le carenze citate in precedenza.
This post was published on 18 Ottobre 2025 15:00
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