L'UE impone lo stop alla circolazione di certe auto - Wikicommons - Sardegnainblog.it
L’Unione Europea non fa sconti e impone a milioni di suoi cittadini e automobilisti di cambiare macchina: la transizione ecologica è realtà
La transizione ecologica torna decisamente d’attualità. L’Unione Europea infatti non ammette più rinvii su una questione di vitale importanza come la qualità dell’aria e l’Italia è costretta ad accelerare il passo verso la progressiva dismissione di determinati veicoli.
Un passaggio chiave destinato però a scatenare un’ondata di polemiche, soprattutto in ambiente politico. Sia nella maggioranza di governo che tra le opposizioni esistono ancora forti resistenze ai provvedimenti dell’UE relativi a questo argomento.
Il passaggio dai veicoli a benzina a quelli elettrici è ancora molto contestato e continua a suscitare perplessità tra i cittadini europei, italiani compresi. Il dado però è ormai tratto e sembra impossibile una retromarcia da parte della Commissione Europea.
Per ciò che riguarda il nostro Paese la data cruciale fissata per l’entrata in vigore delle limitazioni strutturali e permanenti è stata posticipata in via ufficiale in alcune Regioni chiave all’1 ottobre del 2026. Tale termine non ammette deroghe sostanziali e impone l’obbligo di adeguamento per una quota significativa del parco circolante italiano.
L’attenzione è dunque focalizzata sulle automobili con classificazioni ambientali datate, in particolare quelle con motorizzazioni Diesel Euro 3, Euro 4 e in diversi contesti regionali anche Euro 5. Il provvedimento più impattante riguarda i veicoli Diesel Euro 5, quelli immatricolati approssimativamente tra il 2009 e il 2011, che rappresentano milioni di vetture ancora in circolazione.
Sebbene le restrizioni non siano omogenee su tutto il territorio nazionale le Regioni del bacino padano (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), le più colpite dall’inquinamento da particolato, sono vincolate a misure più severe. A partire da ottobre 2026 in queste aree e nelle principali città scatterà il divieto di circolazione strutturale per i Diesel Euro 5 nei giorni feriali e in specifiche fasce orarie.
Per le classificazioni ambientali più obsolete come i Diesel e Benzina Euro 3 ed Euro 4 (immatricolati rispettivamente prima del 2006 e del 2011) le limitazioni sono già attive in molte aree urbane, spesso restrittive o totali, specie durante i periodi invernali. La spinta dell’UE è chiara: ridurre drasticamente le emissioni inquinanti per tutelare la salute pubblica.
Sebbene il Governo abbia concesso una flessibilità alle Regioni, permettendo loro di adottare misure compensative, la tendenza è irreversibile. Entro la fine del 2026 i possessori di queste auto dovranno necessariamente pianificare l’acquisto di un veicolo nuovo o usato con una classe ambientale più elevata, pena l’impossibilità di circolare nei centri urbani.
This post was published on 17 Ottobre 2025 13:00
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