Alcune categorie di persone sono esenti dal pagamento della TARI - Wikicommons - Sardegnainblog.it
La TARI è la tassa sui rifiuti ma non tutti i cittadini sono tenuti a pagarla. Esistono infatti alcune eccezioni, un elenco dettagliato
Com’è noto a tutti i cittadini la TARI (Tassa sui Rifiuti) è una delle imposte locali che gravano sui proprietari di immobili e che genera spesso confusione, soprattutto per quanto riguarda i criteri di esenzione.
Molti cittadini credono erroneamente che basti non abitare o non utilizzare un immobile per essere automaticamente esonerati dal versamento. La realtà normativa invece è molto più stringente: per non pagare la TARI è necessario dimostrare che il locale sia oggettivamente inidoneo a produrre rifiuti.
L’obbligo di pagamento della TARI si basa infatti sul principio della potenziale produttività di rifiuti. In altre parole la tassa è dovuta per il solo fatto che l’immobile si trova in una condizione tale da poter generare immondizia, anche se non viene effettivamente utilizzato.
Per ottenere l’esenzione nel 2025 il proprietario deve fornire una prova inequivocabile che il locale sia inutilizzabile e che di conseguenza sia impossibile la produzione di rifiuti. La semplice assenza di un contratto di locazione o il mancato utilizzo stagionale non sono sufficienti.
La giurisprudenza e le disposizioni comunali concordano sul fatto che l’immobile deve essere privo di quelle condizioni essenziali che ne consentirebbero l’uso. I casi più comuni di esenzione richiedono la dimostrazione che l’immobile sia primo di utenze domestiche: devono essere stati disattivati o sigillati i contatori di luce, acqua e gas.
L’assenza di fornitura di energia è un indicatore forte di inutilizzabilità. Lo stesso immobile infine dev’essere completamente vuoto e la presenza di mobili, anche se non utilizzati, suggerisce una potenziale funzionalità e quindi, una potenziale capacità di produrre rifiuti.
Oltre alla prova di inutilizzabilità esistono altre categorie e casistiche che in base ai regolamenti comunali che sono comunque soggetti a continue variazioni sono escluse dal pagamento. In primis gli immobili oggetto di ristrutturazione pesante: si tratta di locali inagibili o in fase di completa ristrutturazione che rendono impossibile l’utilizzo per lunghi periodi.
In seconda battuta i locali ad uso esclusivo di ricovero attrezzi, vale a dire aree strettamente destinate a funzioni accessorie come i locali tecnici che per loro natura non sono compatibili con la produzione di rifiuti urbani. Infine le cosiddette ‘aree scoperte non operative’, spazi aperti che non rientrano nel ciclo di raccolta rifiuti.
This post was published on 14 Ottobre 2025 21:00
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