I poliziotti non riescono ad arrivare a fine mese - SardegnaInBlog.it (Foto X)
Allarme in Sardegna, i poliziotti non riescono ad arrivare alla fine del mese: appello del Siulp al governatore Todde
Se non si tratta di un vero e proprio allarme allora poco ci manca. La cosa certa è che in Sardegna faticano ad arrivare alla fine del mese. Segno del fatto che il loro stipendio non basta per portare avanti una famiglia.
Molti agenti, infatti, hanno delle difficoltà non di poco conto. Ed il motivo è facilmente intuibile: affitti insostenibili e costi elevati dei trasporti. Per non parlare delle condizioni economiche e logistiche che mettono, a serio rischio, la qualità del loro servizio.
Per non parlare anche della dignità, del lavoro che svolgono, che rischia di essere travolto. Questo è quello che ha fatto sapere il Siulp (Sindacato della Polizia di Stato). A lanciare l’allarme il segretario regionale, Giuseppe Caracciolo.
Un chiaro appello quello che è stato rivolte nei confronti della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde.
Il sindacato ha denunciato una situazione arrivata ad un punto di non ritorno, se non critica. Una situazione, appunto, aggravata da ostacoli abitativi, organizzativi e logistici che limitano l’efficienza del personale. Il problema più evidente riguarda l’emergenza abitativa. Basti pensare che in molte città e zone turistiche dell’isola, i canoni di locazione e i prezzi degli immobili hanno raggiunto livelli esorbitanti. A tal punto che gli agenti sono destinati a dare la metà del loro stipendio solamente per l’alloggio.
Un qualcosa che, ovviamente, rende estremamente difficile garantire stabilità familiare e poter pianificare un futuro. Ed è per questo motivo che il Siulp ha chiesto alla Regione di intervenire quanto prima. Ma con interventi decisi e concreti. Questi sono i piani: edilizia residenziale pubblica dedicata, convenzioni con il mercato immobiliare privato, e incentivi alla residenzialità nelle aree interne, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e rafforzare la presenza dello Stato sul territorio.
Un altro nodo cruciale riguarda il diritto alla mobilità. Secondo il Siulp, gli agenti non dovrebbero pagare un prezzo elevato per spostarsi o ricongiungersi con le famiglie. Ed è per questo motivo che si chiede l’attivazione di convenzioni regionali con Arst e altri operatori di trasporto pubblico.
Inoltre il sindacato segnala criticità strutturali. Ovvero? Mancano spazi adeguati per la formazione, come al centro di Abbasanta, e i servizi sanitari risultano inadeguati per personale in servizio, in pensione, familiari e civili. Si attendono, quindi, risposte dalla Regione.
This post was published on 11 Ottobre 2025 15:00
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