Le sirene esistono veramente - sardegnainblog.it (foto pexels)
Non sono figure inventate dalla mitologia greca, ma creature che esistono veramente: le sirene vivono in un’isola della Corea.
Le sirene sono personaggi inventati dalla mitologia greca: inizialmente rappresentate come donne-uccello, sono state poi trasformate in donne-pesce, simbolo della tentazione e del fascino di ciò che è proibito.
Nell’Odissea di Omero, le sirene sono creature seducenti e pericolose che attirano i marinai con il loro canto per farli morire, e abitano un’isola presso Scilla e Cariddi.
Solo Ulisse, temerario, riuscì a vincere contro di loro: grazie al consiglio di Circe, si fece legare all’albero maestro della nave e fece tappare le orecchie ai suoi marinai per resistere al canto e superare l’isola.
Sebbene, finora, si sia pensato alle sirene come figure mitologiche, le scoperte fatte su un’isola della Corea dimostrano come esse vivano davvero e siano presenti ancora oggi.
Le sirene sono creature mitologiche presenti in diverse culture. Esse nacquero nella Grecia classica come esseri metà donna e metà uccello, dotate di un canto ammaliatore che spingeva i marinai verso la morte, così come descritto nell’Odissea. Nel Medioevo la loro figura si trasformò in donne con la coda di pesce, simbolo di tentazione e seduzione, mentre nel XIX secolo le sirene divennero le protagoniste delle polene delle navi, ovvero sculture lignee poste sulla prua usate per proteggere dagli spiriti maligni e per portare fortuna.
L’immagine delle sirene è sempre stata associata a qualcosa di mistico e fantasioso, intorno ad esse sono nati miti e leggende che si tramandano ancora oggi. Eppure, pochi sanno che le sirene esistono per davvero: abitano un’isola della Corea e sono donne forti e tenaci, in grado di nuotare fino a 15 metri di profondità, cacciando polpi e molluschi che servono a sfamare le proprie famiglie.
Le haenyeo sono pescatrici subacquee tradizionali dell’isola sudcoreana di Jeju, note per la loro abilità di immergersi in apnea per lunghi periodi e raccogliere prodotti marini a mani nude, senza attrezzature meccaniche. Queste donne sono considerate custodi della cultura e dell’ambiente marino locale, un mestiere che si tramanda di generazione in generazione e che l’UNESCO ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità.
La loro tradizione risale a secoli fa, con testimonianze che ne indicano la presenza fin dal XVII secolo. Esse sono il simbolo della forza e della tenacia delle donne, spesso a capo della famiglia e della comunità in un modello sociale semi-matriarcale. Le haenyeo, inoltre, non si dedicano solo all’attività di pesca, ma monitorano e mantengono l’ecosistema marino attraverso pratiche sostenibili che rispettano i cicli naturali e i periodi di riproduzione dei fondali.
This post was published on 12 Ottobre 2025 18:00
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