Rifinanziato il bonus mamma - Wikicommons - Sardegnainblog.it
Il Governo ha rifinanziato bonus considerati essenziali per il sostegno alle fasce di cittadini meno abbienti. Il bonus mamma è uno di questi
Il cosiddetto ‘Bonus Mamme Lavoratrici’ è stato introdotto com’è noto con l’obiettivo di sostenere la natalità e l’occupazione femminile ed ora potrebbe vedere un importante potenziamento nel 2026.
Sebbene le cifre e le modalità siano ancora in fase di discussione in vista della prossima Legge di Bilancio, la cui bozza è stata peraltro già approvata in un recente Consiglio dei ministri, la volontà politica è quella di rendere l’incentivo più incisivo e potenzialmente esteso.
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni vuole riconoscere il ruolo cruciale delle madri nel mercato del lavoro. Attualmente il bonus si configura come un’integrazione di 40 euro per ogni mese (o frazione) di mese lavorato e viene corrisposto in un unico pagamento atteso per la fine dell’anno.
Questa erogazione una tantum differisce dalle altre misure mensili, ma ne mantiene l’obiettivo di fungere da sostegno concreto al reddito. Il contributo è mirato a un’ampia platea di lavoratrici, con requisiti ben definiti che riguardano la tipologia di contratto e la composizione del nucleo familiare.
Possono fare richiesta le madri che soddisfino alcune condizioni imprescindibili: in primis il numero di figli a carico che devono essere almeno due e fino al compimento del decimo anno di vita del più piccolo. Possono poi accedere al bonus le dipendenti con contratto a tempo indeterminato o determinato, le autonome e le libere professioniste. Sono escluse al momento le lavoratrici domestiche (colf e badanti).
Il requisito più importante però riguarda il reddito complessivo da lavoro percepito che non deve superare i 40mila euro annui. Questo limite garantisce che l’aiuto sia diretto alle fasce medie e medio-basse della popolazione.
Infine è doveroso sottolineare come le indiscrezioni sul potenziamento nel 2026 riguardino principalmente l’aumento dell’importo mensile o l’estensione della platea di beneficiarie. Si valuta la possibilità di alzare la soglia di reddito o di includere le lavoratrici con un solo figlio o con figli di età superiore. Qualsiasi modifica dovrà essere inserita e finanziata nella Manovra Finanziaria.
Per quanto riguarda la modalità di domanda, attualmente non è un processo automatico per tutte le categorie. Le lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) in genere vedono l’applicazione del bonus da parte del datore di lavoro in busta paga. Tuttavia le autonome e le libere professioniste devono presentare la domanda direttamente all’INPS, seguendo le istruzioni fornite per l’accredito annuale.
This post was published on 7 Ottobre 2025 21:00
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