Cresce l'allarme del gioco d'azzardo - SardegnaInBlog.it (Screenshot video YouTube)
Sardegna, cresce sempre di più l’allarme per quanto riguarda il gioco d’azzardo: gli ultimi dati emanati preoccupano e non poco
Un allarme silenzioso ma che, con il passare del tempo, non può assolutamente passare inosservato. I dati che arrivano direttamente dalla Sardegna, per quanto riguarda il gioco d’azzardo, parlano forte e chiaro. Dati che, appunto, non possono essere sottovalutati.
Basti pensare che a Cagliari ed in altre città la febbre da “vincita facile” sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno. Per essere più precisi ad un qualcosa di veramente fuori controllo.
Un allarme che è stato lanciato non solamente dagli operatori del settore e dalle associazioni contro le dipendenze, ma anche dai semplici cittadini. Gli stessi che, come testimoniato, hanno vissuto delle scene che fotografano un disagio che cresce sempre di più.
Basti pensare che in alcune ricevitorie della provincia i titolari raccontano di episodi sempre più frequenti ed, allo stesso tempo, preoccupanti. Tanto è vero c’è chi addirittura, per racimolare un’ultima speranza, fruga addirittura nei cestini e tra i rifiuti alla ricerca di gratta e vinci scartati, ma ancora da “controllare”.
Un dato economico che non ha bisogno di alcun tipo di presentazione e che parla forte e chiaro. Non si tratta affatto di episodi isolati o marginali. Basti pensare che le ultime vicende, provenienti appunto dall’isola, raccontando di un volume complessivo delle giocate che ha sfiorato addirittura quota 420 milioni di euro in un solo anno.
Una cifra a dir poco impressionante e che se deve essere tradotta in termini individuali recita in questo modo: 1.031 euro spesi a persona. Un dato tra i più alti a livello nazionale e che indica una diffusione capillare della dipendenza. Anche per quanto riguarda i comuni più piccoli.
Ad essere più colpita è, senza ombra di dubbio, la provincia di Cagliari. Un fenomeno che, come annunciato in precedenza, riguarda tutta l’isola. Quelli che ne stanno facendo le spese sono considerati i più fragili, vale a dire: disoccupati, anziani soli, giovani precari. Stiamo parlando di giocare che, il più delle volte, non sono occasionali, ma diventano routine.
Gratta e vinci, slot machine, scommesse sportive. Cambiano le modalità, ma l’effetto è lo stesso. Le istituzioni locali, allo stesso tempo, chiedono un intervento deciso ed importante da parte del Governo e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Basti pensare che alcuni Comuni stanno valutando alcune ordinanze per limitare orari e aperture delle sale da gioco. La “febbre da gioco”, però, non cessa a fermarsi.
This post was published on 7 Ottobre 2025 15:00
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