Raffica di controlli nei B&B - SardegnaInBlog.it (Pexels Foto)
Nuoro, raffica di controlli da parte dei carabinieri nei B&B. Denunce e oltre 90mila euro di multe per gravi irregolarità
Una estate, quella che da poco è giunta al termine, sicuramente importante per la Sardegna che ha avuto un “boom” fondamentale per quanto riguarda il settore del turismo. Anche se, allo stesso tempo, non c’è proprio da sorridere per quanto riguarda un’altra vicenda.
Quella che è appena trascorsa è stata una estate molto impegnativa per i carabinieri del Comando provinciale di Nuoro. I militari dell’arma, infatti, hanno effettuato controlli serrati nella parte orientale sarda.
Tanto da effettuare blitz in almeno centro strutture ricettive non alberghiere. In particolar modo B&b e case vacanze. Nel corso del loro lavoro sono state trovare una serie di irregolarità non indifferenti.
Nel mirino, infatti, ci sono finiti ben 48 attività. Le stesse che sono state sanzionate per un totale di 90mila euro. Non è finita qui visto che anche tre persone (titolari delle attività) sono state denunciate da parte dell’autorità giudiziaria.
Le verifiche si sono svolte partendo da San Teodoro fino ad arrivare a Budoni, passando per La Caletta a Dorgali. L’obiettivo era molto chiaro: salvaguardare la sicurezza dei turisti e, soprattutto, la correttezza del mercato dell’ospitalità. In molte strutture, però, tutto questo non si è verificato affatto.
Secondo quanto annunciato da alcune fonti e media sardi pare che in molti operavano in maniera del tutto abusiva. Vale a dire: senza autorizzazione e nemmeno i giusti requisiti. Non solo: c’è addirittura chi ignorava gli obblighi di sicurezza come estintori e rilevatori di gas e chi, addirittura, ometteva di comunicare i dati degli ospiti ai carabinieri.
In merito a questa vicenda non sono assolutamente mancate le strutture prive di polizza assicurativa. In particolar modo attività che tendevano a pubblicizzare online un nome diverso da quello registrato. Anche chi esponeva meno camere rispetto a quelle che realmente offrivano. Insomma, non proprio il massimo della legalità.
In più di una occasione i carabinieri hanno registrato la mancata esposizione del tariffario o dei codici identificativi obbligatori (vale a dire CIN e IUN), oltre alla sistematica omissione della comunicazione dei dati statistici alla Regione e all’Istat. In conclusione in quel di Budoni è scattata la chiusura immediata di una attività giudicata abusiva.
This post was published on 30 Settembre 2025 11:00
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