Nuraghe Genna Maria a Villanovaforru
Nuraghe e Museo Genna Maria a Villanovaforru: Ci capita spesso di correre veloci lungo la SS131 ignari delle bellezze che posso trovarsi a pochi chilometri da noi. Poco a nord di Sanluri ad esempio, uscendo all’altezza di Sardara e proseguendo verso Villanovaforru, ci si può imbattere nell‘area archeologica di Genna Maria. Un sito nuragico molto bello, dal quale sono state anche rimosse le ingombranti passerelle che erano state installate sopra la struttura (adesso infatti si accede dall’interno).
Il complesso di Genna Maria venne edificato sulla sommità di una collina a 408 m. s.l.m., in una posizione assolutamente strategica (tale da poter controllare tutta la piana del Campidano, da Cagliari a Oristano), tra il Bronzo Medio ed il Bronzo Finale (XV-XI sec. a.C.), circa 3500 anni fa.
Al centro dell’insediamento si trova un nuraghe complesso trilobato – la torre centrale raggiungeva gli 8/10 metri d’altezza e le mura del bastione arrivavano ai 7 metri – , fornito di un cortile con pozzo e circondato da un antemurale turrito. Attorno un villaggio, nato attorno al X° secolo a.C., in piena età del ferro, che si instaurò sulle rovine dell’antemurale, fino a lambire il bastione trilobato.
Di grande rilevanza è la cosiddetta “casa a corte centrale”, ampia ben 150 metri quadrati e suddivisa in una serie di ambienti che convergono verso un unico cortile. La popolazione del villaggio era di circa 100 abitanti.
L’abitato attorno al nuraghe non ebbe vita lungo, dopo un centinaio d’anni infatti un devastante incendio fece crollare le abitazioni, facendo la fortuna degli archeologi che hanno potuto così ritrovare interi corredi in grado di raccontare la quotidianità delle popolazioni contadine dell’epoca (dalla conservazione e lavorazione delle derrate alimentari, dalla filatura alla tessitura, dalla condivisione del fuoco ai sistemi di illuminazione).
Il sito rimane a lungo spopolato, fino a quando, nel quarto secolo, il nuraghe ed il suo cortile, diventano un luogo di culto in onore della dea Demetra, protettrice degli agricoltori.
I reperti ottenuti durante gli scavi sono conservati al piano inferiore del Museo di Genna Maria a Villanovafforru per quanto riguarda l’epoca nuragica, al piano superiore per il periodo punico-romano (durante il quale il monumento veniva ormai utilizzato solo a fini di culto). Il museo è ospitato in un’elegante palazzina ottocentesca nel centro storico di questopiccolo paese della Marmilla di soli 650 abitanti.
Inaugurato nel 1982, in precedenza aveva ospitato il “Monte di Soccorso“, sorta di banca del grano, nella quale i contadini ricevevano le semenze a prestiti agevolati. L’economia legata alla terra è infatti rimasta praticamente inalterata per millenni.
I due siti sono aperti tutti i giorni tranne il lunedì, questi sono gli orari:
Museo archeologico:
Nuraghe:
Entrambi i siti chiudono il lunedì, il 25 dicembre (Natale), il 1° gennaio (Capodanno) e il giorno di Pasqua. Per Pasquetta e nei lunedì festivi invece sono regolarmente aperti.
Area archeologica Pinn’e Maiolu:
Consultate il sito web ufficiale o la pagina Facebook del sito archeologico e del museo.
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This post was published on 7 Maggio 2016 10:55
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